• Andretta Baldanza

LA DIFFERENZA TRA SINOSSI E QUARTA

Abbiamo notato che tra gli scrittori, specie quelli meno ‘navigati’ serpeggia una strisciante perplessità circa queste due misteriose parole: QUARTA DI COPERTINA e SINOSSI.



Sgombriamo subito il campo dubbi: NON sono la stessa cosa.


La QUARTA è una breve descrizione della trama del libro che va stampata appunto sulla quarta di copertina, ovvero sulla facciata posteriore del libro. Deve essere coerente col romanzo, ma ha la funzione di attirare il lettore, di stimolarlo con frasi ad effetto, stuzzicando la curiosità e la voglia di saperne di più. Non è un mero riassunto della storia. Certo deve contenerne almeno alcuni elementi, ma in realtà una buona quarta dice senza dire, o almeno senza dire troppo. Diciamo che, se proprio vogliamo buttarla sul commerciale, è una specie di spot pubblicitario del libro. Finito di leggerlo, devi aver voglia di saperne di più (e quindi di comprare il libro). Poche righe, ma d’effetto, insomma.


Quando un editore chiede al candidato romanziere una SINOSSI del suo lavoro, invece, non vuole restare incuriosito. Non gli interessa essere stuzzicato, non vuole rimanere col fiato sospeso. L’editore vuole sapere di cosa parla il libro, in che modo nel parla, quali sono i fatti principali che accadono durante la narrazione e come va a finire. Sì. Anche come va a finire. Perché un buon editore non valuta un romanzo sulla base dei propri gusti personali, ma prende in considerazione aspetti diversi come coerenza, attualità, dinamicità della trama. E per far questo, prima ancora di leggere l’opera completa, deve sapere se rientra nelle sue linee editoriali, ad esempio. Se ha una collana adatta alla pubblicazione di quella determinata opera. Se l’argomento è apprezzato o meno dal pubblico dei suoi lettori. Una buona sinossi è più lunga di una quarta, diciamo una o due cartelle, e ricca di dettagli.


Confondere queste due cose può portare a conseguenze assai negative: una quarta troppo dettagliata potrebbe far pensare a un potenziale lettore ‘eh vabbè che lo leggo a fare, ormai mi ha detto tutto!’, mentre una sinossi troppo pubblicitaria potrebbe non dare a chi valuta un manoscritto gli elementi per proseguire nella lettura dell’opera.

Perciò, occhio!


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