• Andretta Baldanza

FACCIAMO SPARIRE LO SCRITTORE!

Aggiornato il: mar 25

Ma come? direte voi.

Ma scomparire chi? Maddeché? Ho studiato, scritto, letto, riletto e revisionato, penato, e sofferto per anni, e ora che sono finalmente qui, col mio manoscritto pronto, con una casa editrice che mi da fiducia, tutto di colpo mi dici che devo scomparire?


Oh sì! Te lo dico eccome.

E ti spiego anche perché.


UNA PICCOLA PREMESSA

Per capire il senso di questo titolo così disturbante, dobbiamo partire da una piccola premessa.

Esiste una cosa che alcuni chiamano Alta letteratura, o come dicono i colleghi d’oltre oceano, Literary fiction. Di cosa si tratta? Oh, è presto detto. Si tratta di letteratura complicata, inutilmente arzigogolata e, in ultima analisi, autoreferenziale, fatta e osannata da chi pensa che essere incomprensibili sia sinonimo di essere artisti seri.

In altre parole, uno stile di scrittura ampolloso che gode, è proprio il caso di dirlo, della propria stessa difficoltà, crogiolandosi nella convinzione di poter essere compresa solo da qualche rara, predestinata mente eccelsa che si distacca dal popolino comune dei lettori che si ingozzano di narrativa dozzinale e grossolana.


COSA CI PIACE

Ma noi siamo scrittori, mica damerini vecchi di secoli. Non siamo qui per autocelebrarci. Noi siamo qui per raccontare storie, possibilmente scritte in modo semplice, lineare e trasparente.

Siamo qui per fare vivere al lettore emozioni, per far accendere il cervello di chi legge, per far tremare di paura e sospirare di romanticismo.


La buona narrativa, e questa è davvero una legge scolpita nella roccia, deve essere COINVOLGENTE, non esasperante né tantomeno inutilmente complessa. Non ci importa di essere considerati dotti o forbiti. Ci importa di emozionare. Il nostro scopo è stimolare la mente dei nostri lettori affinché generi immagini talmente vivide e realistiche da farle dimenticare che sta leggendo, illudendola di essere immersa in una vera avventura.


BYE BYE SCRITTORE

La trama deve essere talmente credibile da far scordare al lettore dell’esistenza di un’entità chiamata ‘scrittore’ che si è inventata tutto. Non esiste un autore, non esiste una pagina scritta, non esiste un libro. Esiste solo l’esperienza totalizzante di chi legge, che si trova talmente avvolto dalla nostra prosa da non percepire più di trovarsi in un mondo fittizio ma da considerarlo vero.



IL DESTINO È QUEL CHE È

E così, eccoci al punto. Il destino di uno scrittore è quello di lavorare sodo per essere invisibile. È un po’ come ritornare adolescenti, ricordate? Non stavamo forse ore davanti allo specchio a sistemarci il ciuffo ribelle sulla fronte, per dargli quell’aria così incredibilmente naturale, come se ci fossimo appena alzati dal letto? Il principio è lo stesso. Così come una bella pettinatura era quella che sembrava naturale, dobbiamo ricordarci in ogni fase della scrittura che un buon romanzo è quello in cui la mano dello scrittore quasi non si percepisce. Restano solo le emozioni.

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